Anatomia di un team building: come costruire un gruppo di lavoro​

Quando il team building non basta più​

​Lo abbiamo visto tante volte: il team building rischia di diventare un format ripetitivo. Una giornata fuori, qualche attività di gruppo, foto finali e la sensazione che “sia andata bene”. Poi si torna in ufficio e tutto scorre esattamente come prima: comunicazione frammentata, decisioni lente, collaborazione discontinua. Il punto è che abbiamo investito tempo ed energia, ma non è cambiato davvero il modo in cui lavoriamo insieme. La domanda, allora, diventa un’altra: come si costruisce davvero un gruppo di lavoro, non solo un’agenda di attività? Cosa serve perché un team building non si esaurisca in un ricordo piacevole, ma lasci tracce concrete nella quotidianità? ​

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Quando entra in gioco LEGO® SERIOUS PLAY®​

​Quando lavoriamo con LEGO® SERIOUS PLAY® la prospettiva cambia. L’obiettivo non è intrattenere il team, ma trasformare il modo in cui le persone stanno insieme al lavoro. Collaboration Lab, il nostro workshop di team building, nasce proprio con questa intenzione: usare il gioco in modo serio per sviluppare collaborazione, fiducia e identità di team. ​

Immagina un gruppo di colleghi seduti allo stesso tavolo. Non ci sono slide, non c’è una presentazione frontale. Al centro ci sono mattoncini LEGO®, una sfida lanciata dal facilitatore e una domanda che riguarda il lavoro di tutti i giorni: come funzioniamo oggi come team? Cosa ci aiuta, cosa ci blocca, dove vogliamo arrivare? Ognuno inizia a costruire, in silenzio, seguendo le proprie associazioni. In pochi minuti il tavolo si riempie di modelli diversi: torri instabili, ponti, ostacoli, connessioni. È il momento in cui il team inizia a raccontarsi. ​

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Dal “non comunichiamo” all’identità di team​

​Uno alla volta, i partecipanti spiegano cosa hanno costruito. Quello che prima era un generico “non comunichiamo bene” diventa una storia concreta, fatta di simboli, metafore, esempi. C’è chi si rappresenta come un ponte tra funzioni che non parlano, chi si sente isolato, chi mostra chiaramente dove l’informazione si blocca. LEGO® SERIOUS PLAY® fa questo: rende visibile ciò che di solito rimane implicito e offre un linguaggio comune per parlarne senza accusare nessuno. ​

A un certo punto il lavoro passa dal livello individuale a quello collettivo. I partecipanti sono invitati a costruire insieme un unico modello che rappresenti il loro team ideale: come vorremmo collaborare? Quali sono i pilastri che non vogliamo più mettere in discussione? Inizia una negoziazione sottile: alcuni elementi vengono tenuti, altri scartati, altri ancora ripensati da zero. Si discute, si sposta un mattoncino, se ne aggiunge un altro per rappresentare meglio una relazione, un rischio, un’opportunità. In quel momento il team non sta semplicemente giocando: sta definendo la propria identità. ​

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Mettere alla prova la collaborazione​

​Questo processo fa emergere aspettative, bisogni, punti di vista che spesso restano sotto traccia. Si vedono le aree di forza e quelle più fragili, le risorse non ancora valorizzate, le tensioni che rischiano di diventare blocchi. Il tutto in un contesto che rimane leggero e sicuro: il confronto non è mai sul singolo, ma sul modello che tutti guardano sul tavolo. ​

Un passaggio particolarmente potente è il lavoro sugli scenari. Una volta costruito il modello del team, vengono introdotti imprevisti e cambiamenti: un nuovo obiettivo strategico, una riorganizzazione, la perdita di una risorsa chiave, l’ingresso di un cliente esigente. Il modello viene modificato, adattato, messo alla prova. Il gruppo deve decidere come reagire, chi si muove per primo, chi sostiene chi. In poche mosse diventano evidenti i punti di forza della collaborazione e quelli su cui serve lavorare: dove siamo solidi, dove bastano piccoli scossoni per farci perdere equilibrio, quali ruoli cruciali sono ancora poco riconosciuti. ​

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Dal workshop al nuovo patto di team​

​La forza del metodo sta anche nel modo in cui si chiude il cerchio. La parte finale del workshop è dedicata a tradurre ciò che è emerso in cambiamenti concreti nel lavoro di tutti i giorni. Il team si chiede: quali rituali di collaborazione vogliamo introdurre o cambiare? Come vogliamo prendere decisioni in modo più chiaro? Quali comportamenti vogliamo impegnarci a mettere in pratica da domani? ​

Non si resta sulle dichiarazioni di principio: si definiscono pochi impegni chiari, semplici, osservabili. Diventano la base di un nuovo patto di team che ognuno sente anche un po’ suo, perché lo ha letteralmente costruito con le proprie mani. ​

In questo senso, Collaboration Lab non è solo un’esperienza memorabile, ma un modo diverso di intendere il team building: non una parentesi, ma un acceleratore. Costruire un gruppo di lavoro, oggi, richiede più di una giornata in outdoor. Richiede spazi sicuri, in cui le persone possano guardarsi da fuori, mettere in discussione abitudini consolidate e riprogettare insieme il proprio modo di collaborare. LEGO® SERIOUS PLAY® offre esattamente questo: un metodo strutturato, un linguaggio accessibile a tutti e una modalità profondamente umana di fare ciò che il team building dovrebbe sempre fare. ​

Non solo farci stare bene per qualche ora, ma aiutarci a lavorare meglio, insieme, nel tempo.​

Scritto dalla redazione di Serious Play Italia

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