Manifesto

Ingegnosità significa amalgama, mescolanza. Nell'ingegnosità è in gioco la convergenza dinamica di elementi differenti, la cui commistione non è mai definitiva o statica e si realizza per lo più provvisoriamente dando vita a forme mutevoli e scarsamente prefigurabili. Queste forme sono le più adatte ai sistemi complessi - sono quindi le forme più adatte al nostro presente.
Quando si parla d'ingegnosità, la questione chiave è l'integrazione di approcci distinti e visioni diverse, a volte divergenti: per ottenere un comportamento ingegnoso è necessario porre questa eterogeneità di approccio al servizio di uno sguardo composito.

Attraverso lo sviluppo dell’ingegnosità, la cultura evolve in una direzione che consente alla specie di superare la rigidità della simmetria bilaterale (adatta a contesti semplici o complicati) per accedere alla plasticità della simmetria assiale, adatta ai contesti complessi - proprio come accade nel cervello: due emisferi, ciascuno dei quali presidia un ambito distinto, che incessantemente generano integrazioni orizzontali che compensano le verticalità originarie e ne valorizzano la specificità, per ottenerne un risultato di ordine superiore, che non sarebbe ottenibile qualora le due camere che in principio danno forma alla mente bicamerale rimanessero separate.

L'indice di ingegnosità (ingenuity index) misura il grado d'integrazione tra intelligenza e creatività. L'indice è quindi direttamente proporzionale all'equilibrio raggiunto nelle pratiche d'integrazione.Una organizzazione meno equilibrata nello sfruttare i due elementi (intelligenza e creatività) risulta meno ingegnosa di una organizzazione magari più intelligente o più creativa ma, appunto, meno amalgamata.

Grazie all'applicazione pratica di questo indice, si comprende meglio che l'ingegnosità risulta più adatta a fronteggiare problemi complessi che richiedono la complementarietà degli approcci. La sola intelligenza offre risposte efficaci quando si tratta di governare i sistemi complicati mentre quando s'intende abitare la complessità è necessario chiamare in causa l'ingegnosità (nei sistemi semplici prevalgono le abitudini e gli standard; negli ambiti caotici lo strumento più efficace è la creatività più estrema, quando la fuga non è possibile).

L'intelligenza presenta anche elementi di creatività, e viceversa. I due approcci non sono separati in misura inequivocabile e questa ambiguità di fondo (amalgama in perpetua riconfigurazione) rappresenta un vantaggio per le prestazioni umane che hanno luogo in tutte le occasioni complesse, nelle quali la capacità di adeguamento, la prontezza d’improvvisazione e la disponibilità all'adattamento rappresentano altrettanti vantaggi.

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