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Vi ricordate quella storia, in cui raccontano di un ragazzino di città che, durante le vacanze in campagna, conosce un altro ragazzo? Parlano, giocano, si divertono molto insieme, e poi, alla fine dell’estate, si devono separare, naturalmente. Il ragazzo di città torna in città, ma promette al ragazzo di campagna di insegnarli la matematica, e quello dice: “Molto bene, scrivimi come funziona”.

Il ragazzo di città, nella sua prima lettera, chiede tra l’altro: “Quant’è la metà di 8?”. Il ragazzo di campagna risponde: “3”. Il primo chiede: “Come mai arrivi a tre?”. “Taglio la cifra 8 a metà e ci sta un 3 a destra e un 3 a sinistra e due fanno 8”. Il libro continua così, un esempio dopo l’altro. È molto divertente. Il ragazzo di città si accorge improvvisamente che non è poi coì facile calcolare la metà di 8. Bisogna dire molto di più per ottenere 4.

Gli diviene chiaro che la solita risposta a una domanda del genere non è mai l’unica possibile e che riguardo a ogni domanda bisogna conoscere le regole che appartengono e il contesto o l’ambito della domanda.

Da: estratto di Heinz Von Foerster in “Zainocrazia”, di L. Previ, 2018


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